Un poliziotto buono in più
Con l’aumento dello spread fra i titoli italiani del debito pubblico e quelli tedeschi, e con l’appello di diciassette organizzazioni di imprese e di lavoratori che chiedono una discontinuità per un patto per la crescita, si rafforza pure sullo sfondo il partito della patrimoniale, straordinaria od ordinaria, che dovrebbe accompagnare – nei progetti di molti – il governo d’emergenza. Infatti anche una parte dei firmatari dell’appello di mercoledì, da Susanna Camusso (Cgil) a Luigi Abete (Assonime), sono fra i suoi sostenitori.
16 AGO 20

Infatti anche una parte dei firmatari dell’appello di mercoledì, da Susanna Camusso (Cgil) a Luigi Abete (Assonime), sono fra i suoi sostenitori. Finora il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al riguardo era rimasto in silenzio e alcune sue mosse avevano fatto pensare che anche lui potesse appartenere al partito dell’imposta patrimoniale, quanto meno nella forma del tributo ordinario. Ora però egli è sceso chiaramente in campo a fianco del Cav. contro questa esazione fiscale sul risparmio delle famiglie, affermando che “la patrimoniale è una follia, un errore”. E’ probabile che il ministro con questa dichiarazione abbia voluto rincuorare i risparmiatori che, nel timore di questo e altri tributi, si stanno raffreddando nei riguardi dell’investimento in azioni e obbligazioni. Per dare più forza alla sua affermazione, Tremonti ha anche sostenuto che la manovra di finanza pubblica da lui varata per portare al pareggio del bilancio nel 2014 è prevalentemente sul lato della spesa. Quest’ultimo aspetto è più discutibile.
Quel che è certo è che affinché la nuova figura di “poliziotto buono” pro crescita di Tremonti si materializzi anche agli occhi dei mercati, occorre che egli anticipi al periodo fra il 2012 e il 2013 il taglio delle spese assistenziali di 20 miliardi che è stato previsto per il 2013-2014. Infatti, secondo il testo della manovra di finanza pubblica, nel caso in cui questo taglio di spese non avesse luogo o si verifichi in misura inadeguata, subentrerebbe una riduzione di agevolazioni e di esoneri fiscali di importo equivalente, con conseguente aumento della pressione fiscale. Ciò comporterebbe tra l’altro l’accantonamento della riforma tributaria che ha bisogno di questa forma di finanziamento. Anticipando una parte sostanziale del taglio di spese assistenziali al 2012-2013, si otterrà invece sia l’accelerazione della riduzione del deficit, con effetti benefici sul debito pubblico, sia la certezza della riforma tributaria, con il suo lancio per il 2013.